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di Giorgio Ventricelli

San Severo. Il maestro Domenico Tota è morto all’età di 78 anni. Grande conoscitore e studioso della storia locale del popoloso centro dauno, Mimì, come gli intimi solevano chiamarlo, ha insegnato per gran parte della sua vita presso scuole elementari e medie, trasmettendo la sua grande passione per la cultura e la storia ad intere generazioni di studenti.

Anche dopo la pensione, in maniera volontaria ha continuato ad istruire i suoi piccoli alunni alla conoscenza della toponomastica cittadina e agli usi e tradizioni locali.
Solo per citare un esempio, a lui si deve la scoperta delle antiche targhe posizionate lungo le pareti degli edifici, ed usate per indicare il nome delle vie cittadine, coperte da strati di calce e dimenticate dalla memoria del popolo, attraverso un meticoloso recupero della toponomastica che ha consentito di poter ricostruire in modo significativo una parte concreta ed importante della storia sanseverese.
Molti lo ricorderanno anche come conduttore televisivo di un quiz dedicato alla famiglie sull’emittente Tele Radio San Severo, andato in onda per quindi anni.
Il poliedrico maestro verrà anche ricordato per la sua decennale presenza durante l’incontro del Venerdì Santo, processione che vede la statua della Madonna Addolorata e del Cristo “Ecce Homo” incontrarsi dopo una breve corsa al centro di piazza Castello, dirigere il coro dei bambini che, accompagnati dalla banda musicale, intrattenevano il pubblico accorso alla processione religiosa, con canti sacri e tradizionali.
Anni addietro era stato responsabile di un progetto di formazione per guide turistiche, purtroppo mai decollato per colpa degli allora amministratori comunali, in cui il maestro Tota diede dimostrazione di una conoscenza minuziosa di luoghi, monumenti, racconti, aneddoti, lasciando entusiasti gli allievi al suo seguito.
Non molto tempo fa, gli era stato conferito il premio “Città di San Severo”, ambito riconoscimento attribuitogli per il prezioso contributo dato alla storia e cultura cittadina nel corso di tutti questi anni, e per i meriti di educatore e ricercatore di storia e toponomastica locale, oltre che per la sua grande sensibilità e competenza nell’insegnamento.
Alle generazione future spetta il compito di non buttare alle ortiche il patrimonio di conoscenze costruito in anni di paziente e diligente impegno di un uomo che ha saputo e voluto condividere la passione di una vita con i suoi concittadini, anche con quelli che hanno avuto il coraggio di sbeffeggiarlo più volte accusandolo di “non avere niente da fare”, proprio loro, gente riunita dalla mattina alla sera davanti ad un bar o nei “luoghi strategici” ad osservare il mondo da un oblò di ignoranza e tristezza culturale.
San Severo perde uno dei suoi più promettenti figli, ma non resta privo del suo impegno: a chi di competenza, spetta l’arduo compito della memoria e dell’impegno ad utilizzare questo patrimonio di conoscenze per lo sviluppo culturale e sociale di una città di grande cultura e storia.
Grazie maestro Tota!

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